Pornografia e disturbi sessuali: l'abuso può far male all'amore (ANORESSIA SESSUALE)

25.03.2019

L'industria del porno, solo negli Stati Uniti, genera un profitto annuale pari a 13 miliardi di dollari l'anno, secondo Sam Carr dell'Università di Bath (UK). Inoltre, nove ragazzi americani su dieci vengono esposti alla pornografia prima di compiere la maggiore età, con una tendenza di genere maggiore per gli uomini rispetto alle donne. Insomma, internet e le grandi "abbuffate" di pornografia online hanno influito notevolmente sulle relazioni e sul modo di vivere il piacere erotico-sessuale.

L'utilizzo del porno potrebbe avere alcuni aspetti positivi in termini di benessere sessuale, ovvero di conoscenza o di maggiore apertura, e talvolta risulta utile se utilizzato all'interno della coppia per favorire una maggiore intimità e comunicazione su fantasie sessuali.

Ma quando l'uso della pornografia da utile può diventare pericoloso?

Come molte volte capita, la mancanza di "istruzioni per l'uso" lascia le persone in balìa di una fruizione senza controllo del porno online che potrebbe generare anche delle conseguenze negative sul benessere psicologico e sessuale della coppia. Una ricerca ha evidenziato che la pornografia possa deformare le idee relative al sesso e alle relazioni, ma non solo: il porno consumato in modo massivo, può avere ritorsioni negative anche sull'intimità e sulla soddisfazione sessuale relativo anche ad un atteggiamento compulsivo nei confronti del porno che può compromettere la sessualità della relazione amorosa, se non la relazione stessa.

Questa problematica di coppia può dunque essere la conseguenza, secondo lo psicologo e docente di Harvard Deirdre Barrett, dalla quantità eccessiva di pornografia in rete dove diventa uno "stimolo supernormale", ovvero un'esagerazione della stimolazione sessuale. Ciò farebbe sì che nel tempo si perda interesse per gli stimoli più naturali della vita sessuale, basati principalmente sulla scoperta corporea e sulla relazione con l'altro. Infatti, la rete, offrendo esperienze sessuali aumentate (anche attraverso la realtà virtuale) in alcuni casi sarebbe maggiormente appetibile per chi ne fa uso, rispetto ad un comune rapporto sessuale.

Un abuso (ovvero un uso talmente ripetuto e prolungato da creare un disagio) di pornografia può inoltre causare nell'uomo (o, più raramente, nella donna) disfunzioni sessuali, come il disturbo del desiderio oppure dell'erezione, determinando quella condizione di cosiddetta "anoressia sessuale", che deriva dall'assuefazione agli stimoli sessuali e che può, talvolta, sfociare anche in impotenza e/o nella masturbazione compulsiva. La dottoressa Marnia Robinson afferma che l'abuso di porno online può determinare una stimolazione eccessiva dei neurotrasmettitori del piacere, la dopamina, sostanza già presente nel cervello e preposta all'attivazione del piacere sessuale. Il cervello, a causa di questo, perderebbe la capacità di rispondere adeguatamente ai segnali inviategli dal neurotrasmettitore.

Gli uomini che generalmente guardano immagini o video porno online, con una frequenza molto intensa, hanno un continuo bisogno di esperienze sempre nuove per essere sessualmente eccitati, ricercandole nel mondo virtuale, dal momento che la realtà è meno "a portata di clic". Il circolo vizioso che dalla pornografia conduce all'impotenza potrebbe essere prodotto dal cosiddetto "effetto Coolidge" (Salerno, 2015): un automatismo cerebrale per cui ogni nuovo partner, reale o virtuale, viene visto come una nuova alternativa erotica, e questo vale anche per ciò che si trova sul web). In tal modo, a causa dell'azione delle sostanze neurochimiche cerebrali, l'uomo perde interesse per il precedente oggetto del desiderio, a favore del nuovo, e anche qualora ci si trovi in una fase di esaurimento post-orgasmico, questa scompare in breve tempo. La videopornografia illude l'uomo di potere avere sempre nuovi partner ogni qual volta lo voglia ed impoverisce il sesso con la propria compagna o compagno che può apparire "monotono". In tal senso la pornografia può essere un'arma a doppio taglio e sta al singolo (e alla coppia) capire quando si può giocare con essa, ma soprattutto conoscerne i retroscena e i rischi per il proprio benessere sessuale, individuale e di coppia.