EMDR

La psicoterapia del trauma è un percorso clinico finalizzato alla rielaborazione di esperienze che hanno superato le capacità di elaborazione della persona in quel momento e che continuano a produrre effetti nel presente. Il trauma, infatti, non coincide solo con l'evento in sé, ma con l'impatto che quell'esperienza lascia sul sistema emotivo, cognitivo e corporeo: ricordi intrusivi o immagini improvvise, incubi, iperallerta, evitamenti, irritabilità, senso di colpa o vergogna, difficoltà nella regolazione emotiva, somatizzazioni e cambiamenti nel modo di percepirsi e di stare nelle relazioni. L'obiettivo non è "dimenticare", ma fare in modo che i ricordi non restino attivi come se il pericolo fosse ancora attuale, riducendo il carico emotivo e restituendo continuità e sicurezza nella vita quotidiana.

All'interno di questo lavoro, l'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) rappresenta uno strumento specifico e particolarmente efficace per il trattamento del trauma. In termini semplici, quando un'esperienza è stata troppo intensa, improvvisa o prolungata, alcune informazioni possono restare "bloccate" in reti di memoria che continuano ad attivarsi in modo automatico: un suono, un luogo, un odore, una situazione relazionale o anche una sensazione corporea possono riaccendere reazioni di allarme, paura o chiusura, nonostante il presente sia oggettivamente diverso. L'EMDR interviene proprio su questi nuclei di memoria, lavorando in modo mirato su ricordi, emozioni, sensazioni corporee e convinzioni negative su di sé associate all'esperienza (ad esempio "non sono al sicuro", "non ho controllo", "è colpa mia", "non valgo"). Attraverso procedure strutturate e una stimolazione bilaterale concordata, viene favorita la rielaborazione, con una riduzione progressiva della disturbabilità del ricordo e un cambiamento del significato che quell'esperienza continua ad avere nel presente. 

L'utilità dell'EMDR non riguarda esclusivamente i traumi "acuti" (incidenti, aggressioni, violenze, lutti improvvisi, eventi critici), ma anche esperienze ripetute o relazionali che nel tempo hanno lasciato ferite e condizionamenti (bullismo, umiliazioni, trascuratezza emotiva, relazioni svalutanti, contesti familiari imprevedibili, esposizione prolungata a stress e conflitti). In questi casi l'effetto traumatico può manifestarsi in forme meno "immediate", ma molto pervasive: insicurezza, ipercontrollo, difficoltà di fiducia, paura del giudizio, blocchi, reazioni emotive sproporzionate, difficoltà nell'intimità o nel sentirsi a proprio agio nel corpo. L'EMDR può inoltre essere impiegato in modo mirato anche su sintomi specifici legati a esperienze stressanti (ad esempio attivazioni ansiose innescate da un episodio, paure che si strutturano dopo un evento, ricordi che interferiscono con sonno e concentrazione), quando il lavoro clinico individua un legame significativo tra sintomo e memoria disturbante.

In una cornice di psicoterapia, l'EMDR non è "solo una tecnica", ma si integra in un percorso più ampio e coerente. Da un lato consente una rielaborazione profonda di ciò che è rimasto bloccato; dall'altro si lavora sulla costruzione o sul rafforzamento di risorse interne (stabilità emotiva, senso di efficacia, confini, capacità di chiedere aiuto, auto-compassione) e su aspetti relazionali che possono essere stati influenzati dall'esperienza traumatica. In questo modo, la riduzione del sintomo non resta un cambiamento isolato, ma diventa parte di una riorganizzazione più stabile del benessere psicologico e del funzionamento quotidiano.

Se si desidera, è possibile indicare in pagina anche alcuni esempi di aree di lavoro tipiche: traumi da evento singolo; traumi relazionali e ripetuti; stress post-traumatico e sintomi correlati; somatizzazioni legate a esperienze di forte allarme; difficoltà di fiducia, sicurezza e regolazione emotiva conseguenti a esperienze impattanti.

©2025. Loris Patella - Psicologo, Psicoterapeuta 
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